domenica, febbraio 18, 2007

INVITO ALLA LETTURA...

Il caso del tribunale di Lecco (un giudice caccia dall'aula i cronisti) ci porta a riflettere ancora una volta sul sottile rapporto- non sempre pacifico, spesso spigoloso, talvolta conflittuale-tra diritto di cronaca e privacy. A riguardo vi consiglio il libro di Mauro Paissan: "Privacy e giornalismo. Diritto di cronaca e diritto dei cittadini". A dicembre è stata pubblicata la nuova versione dell'opera.

“Privacy e giornalismo. Diritto di cronaca e diritti dei cittadini” (Istituto Poligrafico Zecca dello Stato, pagg. 294) è il titolo del volume curato da Mauro Paissan, componente dell’Autorità Garante per la protezione dei dati personali. Il libro, presentato a Roma il 6 novembre con la partecipazione tra gli altri del Presidente della Camera Pier Ferdinando Casini, ricostruisce l’attività del Garante nella materia delicatissima del difficile rapporto tra libertà di informazione e rispetto della dignità e degli altri diritti fondamentali della persona.

Come in una sorta di manuale pratico per i giornalisti ma anche per i cittadini, si potranno agilmente rintracciare le decisioni riguardanti la tutela dei minori, i rapporti tra cronaca e giustizia, l’uso dei dati di personaggi pubblici, la trasparenza delle fonti pubbliche, i divieti e i rischi della diffusione dei dati sulla salute e sulla vita sessuale, l’uso di fotografie e foto segnaletiche.
Dietro i casi analizzati si affacciano - ed è questo uno dei tratti più caratteristici del libro – vite vissute, situazioni che toccano nel profondo la persona, vicende umane, tante storie dalle quale emerge come il rispetto dei diritti fondamentali dei cittadini sia un valore “forte”, pari ad altri già consolidati nella nostra società e nella nostra cultura democratica: il bambino chiamato ad esprimersi in tv sulla vita sentimentale della madre; la ragazza che apprende dai giornali di avere contratto una grave malattia; la persona che vede pubblicate le trascrizioni di intercettazioni telefoniche pur essendo estranea all’indagine giudiziaria; la studentessa uccisa di cui vengono senza scrupoli rivelati dati sulla salute, vicende intime e abitudini personali.
Nel testo che apre il volume, Mauro Paissan fa il punto sulle novità introdotte dal codice deontologico, sul dibattito che ha suscitato, sul lavoro svolto in questi anni dal Garante, ma traccia anche le prospettive etiche su cui si devono necessariamente misurare quanti operano nel mondo dell’informazione. “In tema di privacy – scrive il componente del Garante - non c’è una ricetta valida sempre e comunque … la responsabilità del giornalista è sempre preminente”.
Un responsabilità che va assunta anche di fronte alle nuove sfide rappresentate da Internet e dalle nuove tecnologie di comunicazione che hanno ulteriormente accresciuto il potenziale conflitto tra vita privata e identità della persona da un parte e libero flusso delle informazioni dall’altra. “La ricerca di un equilibrio tra questi valori - conclude Paissan - rappresenta la chiave di volta per assicurare, anche nell’era digitale i diritti fondamentali di libertà e democrazia” .

Dal sito di Franco Abruzzo, Presidente dell'odg della Lombardia
Tribunale di Lecco: un giudice caccia dall’aula i cronisti, ma il processo non è pubblico? Abruzzo: “Un episodio gravissimo. Il pubblico è rimasto in aula, i cronisti buttati fuori. Chiedo al Csm, al presidente della Corte d’Appello e al Procuratore generale di intervenire. La decisione è un attentato alle libertà costituzionali e al diritto dei cittadini all’informazione! Il giudice Laura De Dominicis ha commesso un abuso abnorme e intollerabile. Che farà l’Anm (Associazione Nazionale Magistrati)?”.

Milano, 8 febbraio 2007. A Lecco è accaduto un episodio intollerabile, abnorme, in violazione dei principi costituzionali (art. 21, commi 1 e 2) in tema di libertà di stampa e dell’articolo 10 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo, che sancisce il diritto dei cittadini comunitari a ricevere e a dare notizie. Il pubblico è rimasto in aula, i cronisti sono stati buttati fuori, perché l’imputato (di truffa) non voleva i giornalisti presenti. Chiedo al Csm, al presidente della Corte d’Appello e al Procuratore generale di intervenire. La decisione è un attentato alle libertà costituzionali e al diritto dei cittadini all’informazione! Il giudice monocratico Laura De Dominicis ha commesso un abuso indefinibile nella sua gravità. Che farà l’Anm?
Scrivo queste poche righe con angoscia, preoccupazione e allarme, ma con il rispetto che porto da sempre alla magistratura italiana. Sono un vecchio cronista giudiziario, che negli 60 e 70 ha vissuto ore tremende nel Palazzo di Giustizia di Milano, quando la follia omicida dei terroristi stroncava vite di magistrati e giornalisti, carabinieri, poliziotti e agenti di custodia. I giornalisti vivono oggi momenti crepuscolari stretti tra editori, che negano diritti costituzionali elementari (come il diritto alla contrattazione sindacale), e spezzoni del mondo politico, che, mettendo in gioco l’esistenza dell’Ordine, vogliono toglierci, con la deontologia che è norma e, quindi, scudo della nostra autonomia, lo status di professionisti, riducendoci a impiegati di redazione tenuti a rispettare gli ordini degli editori e delle banche (padrone dirette e indirette dei mass media). Vivo la vicenda di Lecco come una umiliazione inflitta a colleghi, che rappresento, e ai quali esprimo la mia fraterna solidarietà e assicuro l’impegno di combattere con determinazione un gesto, che è semplicemente deprecabile e infelice.
Franco Abruzzo
presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Lombardia
………………………
Ricevo da Angelo Panzeri, capo della redazione di Lecco de “Il Giorno” la cronaca di quanto è accaduto:

Gentilissimo Presidente, Ti segnalo la difficile situazione che si è venuta a creare fracronisti, Procura e Tribunale di Lecco. I pm – come previsto dalla legge – hanno affisso un cartello (all.1) in cui chiedono di non essere disturbati dai giornalisti, mentre il Procuratore Capo incontra raramente i giornalisti. Ieri è accaduto il fatto più grave: ad un pubblico processo (all.2) su richiesta di un legale, un giudice ha fatto allontanare i cronisti presenti, facendo rimanere in aula gli altri cittadini. Forse siamo cittadini di serie B? Cosa possiamo fare?
Angelo Panzeri, caposervizio red. Il Giorno – Lecco

ALL. 1 - COPIA CARTELLO
LECCO - Il sostituto procuratore della Repubblica Paolo Del Grosso ha invitato due cronisti aleggere attentamente e meditare quanto da qualche giorno esposto per i rapporti: "Avviso pergli organi di informazione". E di seguito: .
Il Sost. Procuratore della Repubblica dott. Paolo Del Grosso
11.01.07

ALL.2 - Articolo pubblicato su IL GIORNO ED. LECCO – 8.2.2007
Fuori i cronisti:
un gravissimo
precedentein Tribunale

LECCO - AULA NEGATA ai giornalisti.
Scoppia un caso anche al tribunale di Lecco. Forse siamo una «razza» insopportabile, un po’ indigesta. Certamente difficile da gestire, ma ieri quella «legge uguale per tutti» che capeggia l’aula al piano terra del palazzaccio lecchese non era per tutti. I cronisti sono stati allontanati, invece gli altri cittadini (noi siamo forse degli extraterresti?) sono rimasti dentro l’aula a seguire le schermaglie tra accusa e difesa. L’imputato Egidio Pirovano, accusato di truffa ai danni di alcune famiglie della Brianza, soffre la nostra presenza. Così il suo avvocato ha chiesto prima dell’avvio del processo di «allontare i giornalisti presenti». Motivo? «Il mio assistito - ha spiegato il legale - è disturbato dagli articoli di stampa». Il giudice monocratico Laura De Dominicis, violando la legge che prevede processi aperti a tutti ha introdotto una gravissima discriminazione: i curiosi, gli imputati e i testimoni anche di altri processi sono rimasti in aula, i cronisti sono stati allontanati. Potevamo rimanere e al quel punto, sarebbe dovuta intervenire la forza pubblica per farci uscire dall’aula. Abbiamo preferito il buon senso, lasciare l’aula per «non disturbare l’imputato», stressato dalla nostra presenza. Forse non lo era quando - come dagli atti dell’accusa - ha rifilato un «pacco» invece di case a famiglie della Brianza. Infine il giudice De Dominicis ha introdotto una pericolosa discriminazione, relegandoci a cittadini di «serie B». E di questo ce ne faremo carico, chiedendo anche attraverso il nostro Ordine il rispetto delle regole.
Angelo Panzeri

Cronisti allontanati dall'aula del Tribunale di Lecco. Abruzzo: "Che farà l'Anm?"
Lecco, 9 febbraio 2007. Due giornalisti sono stati allontanati dall'aula del tribunale di Lecco dove l'altro giorno era in corso un processo per truffa. Motivo: penne e taccuini potevano provocare tachicardia all'imputato, stando alla tesi del difensore, accolta dal giudice, che ha ordinato ai cronisti di uscire mentre il processo proseguiva alla presenza del resto del pubblico.
La vicenda ha richiamato l'attenzione del presidente dell'Ordine dei Giornalisti della Lombardia, Franco Abruzzo,
secondo il quale il giudice monocratico ''ha commesso un abuso indefinibile nella sua gravita'''.
L'avvocato aveva chiesto l'allontanamento dei giornalisti in quanto l'imputato soffriva di disturbi cardiaci e a suo dire la vista di penne e taccuini gli avrebbe potuto provocare la tachicardia. Lo stesso legale aveva chiesto un processo a porte chiuse ma il giudice non aveva accolto la richiesta non sussistendone i motivi, allontanando pero' i giornalisti e dicendo che in ogni caso i cronisti avrebbero poi trovato il modo di sapere le notizie del processo in corso.
''La decisione - ha commentato Franco Abruzzo - e' un attentato alle libertà costituzionali e al diritto dei cittadini all'informazione. Il giudice Laura De Dominicis ha commesso un abuso abnorme e intollerabile. Che fara' l'Anm?''. (ANSA).

CRONISTI ALLONTANATI DA AULA: UNCI, INVIEREMO ESPOSTO A CSM
Milano, 9 febbraio 2007. L'Unione Nazionale Cronisti Italiani inviera' un esposto al Consiglio Superiore della Magistratura per denunciare il comportamento del giudice del Tribunale di Lecco che ha allontanato due cronisti dall'aula nella quale si svolgeva il processo a un truffatore perchè la vista delle loro penne e taccuini poteva provocare episodi di tachicardia all'imputato. ''Non contenta di aver accolto questa risibile richiesta - scrive l'Unione nazionale cronisti - il magistrato ha giustificato la sua decisione con il fatto che in ogni caso i cronisti avrebbero poi trovato il modo di avere le notizie sul processo di seconda mano''. ''Al magistrato - prosegue la presa di posizione - l'Unci ricorda che i dibattimenti per definizione sono pubblici e che quindi aver impedito a due cittadini italiani di assistervi costituisce un grave abuso. Abuso che diventa una precisa lesione dei diritti costituzionali dei cittadini di essere tempestivamente e precisamente portati a conoscenza di quanto avviene se, come è accaduto, ad essere espulsi dall'aula sono due cronisti coloro i quali per dettato costituzionale e di legge sono proposti a informare l'opinione pubblica''. ''Il diritto-dovere di cronaca - sostiene l'Unci - non può conoscere restrizioni né autorizzazioni: la libertà di informazione deve essere piena''. (ANSA).

venerdì, febbraio 16, 2007

UN PO' DI MUSICA ....
Overjoyed- Stevie Wonder

Copyright articoli: Google sanzionato

Dal sito dell'odg

In Belgio una sentenza ha condannato Google a pagare una multa per aver pubblicato gratuitamente articoli di giornali, violando le norme sul diritto d'autore. Il giudizio, che rischia di aprire nuovi contenziosi, nasce da una disputa sorta all'inizio del 2006 tra il gruppo americano e l'associazione Copiepresse, che tutela il copyright di alcuni giornali belgi. Quest'ultima accusava Google di aver pubblicato gratuitamente articoli e foto presi dai siti web dei quotidiani dove le notizie erano invece disponibili a pagamento, negli archivi on-line riservati solo agli abbonati al servizio.
La condanna prevede il pagamento di una multa di 25 mila euro (anziché un milione come era stato stabilito in primo giudizio) per ogni giorno in cui Google ha mantenuto sulle proprie pagine le notizie, che sui siti dei quotidiani non erano più in chiaro. Inoltre il gruppo è stato obbligato dai giudici a rimuovere dalle sue pagine tutti i link ai giornali belgi.
Google si è difeso sostenendo che sulle pagine sono visibili solo alcuni estratti delle notizie, senza quindi danneggiare i quotidiani ma, al contrario accrescendo indirettamente il numero dei visitatori sui loro siti. Il giudice belga ha invece stabilito che "riproducendo sul suo sito Google News anche solo titoli di articoli e brevi estratti, Google comunica al pubblico delle opere protette da diritto d'autore".
Il verdetto non è ancora definitivo perché costituisce una revisione della sentenza di primo grado emessa cinque mesi fa. Inoltre la soluzione della controversia potrebbe essere raggiunta con una transazione finanziaria concordata tra Google e Copiepresse.La decisione, in ogni caso, potrebbe aprire la strada a successivi ricorsi contro Google o contro altri motori di ricerca, da parte di altri gruppi editoriali ed in altri Paesi, compresa l'Italia.

http://www.odg.it/

WEEK-END AL CINEMA:

L'ULTIMO RE DI SCOZIA


Dopo Blood Diamond, arriva nelle sale cinematografiche un nuovo film di denuncia sull'Africa. Il continente nero viene raccontato nella sua bellezza mista alle contraddizioni, alla violenza, alle guerre civili che dilagono su questa terra.
Si passa così dalla lotta per i diamanti e la guerra civile in Sierra Leone di Blood Diamond con protagonista Leonardo Di Caprio, all'Africa rosso sangue della feroce dittatura di Idi Amin, raccontata da Kevin Macdonald nel film "l'Ultimo re di Scozia": un thriller teso, ruvido, asciutto, un ritratto del feroce tiranno incarnato sullo schermo, in maniera stupefacente, da Forest Whitaker. Allora non è un caso che proprio i due attori - Di Caprio e il nero, istrionico, veterano Whitaker - siano i grandi protagonisti della corsa agli Oscar.

L'ultimo re di Scozia,
regia di Kevin Macdonald, è la storia di un giovane inglese laureato in medicina, Nicholas Garrigan, che decide di dare una svolta alla sua vita e di cercare l'avventura oltre i confini del suo paese, la Scozia. Ragazzo impulsivo, viziato e sicuro di sè, punta il dito sul mappamondo e sceglie a caso la sua destinazione: l'Uganda. Qui la situazione non è certo delle migliori: il popolo versa in condizioni estreme e i medici scarseggiano. Garrigan si dà subito da fare, conquistandosi la fiducia di tutti. La sua vita ben presto si incrocierà con quella del dittatore dell'Uganda, Idi Amini, che nel 1971 sale al potere grazie ad un colpo di stato contro un corrotto regime filo-comunista.
Aiutandolo dopo un incidente in auto, di cui è stato involontario testimone, Garrigan si guadagnerà, grazie al suo spirito fuori dalle regole, al suo senso di indipendenza e, soprattutto, al suo essere scozzese, terra per cui Amin ha un'incondizionata ammirazione, la totale fiducia del dittatore, che lo vorrà come medico personale. In breve tempo diventerà confidente e amico di Amin, quasi un figlioccio: spesso il dittatore lo convocherà per consulti, per chiedergli un parere, per invitarlo a feste magnifiche e opulenti, in cui inizia a mostrarsi la megalomania dell'uomo.
Garrigan conosce così la vera natura di Amin, venendo a conoscenza di nefandezze e ingiustizie inaudite. Capisce allora che deve fare qualcosa, deve fermarlo.....


Trailer:

mercoledì, febbraio 14, 2007

SAN VALENTINO: SE SEI INNAMORATO SCRIVILO SUL GRATTACIELO DI MILANO

Il 14 febbraio è il giorno degli innamorati: fiori, piccoli pensierini ma soprattutto un momento per stare insieme alla persona amata. Tante le idee per festeggiare il giorno più romantico dell'anno. A Milano torna anche quest'anno la straordinaria iniziativa, unica nel suo genere, ideata da Publirecords42: uno schermo, rivestito da una speciale pellicola dalle dimensioni giganti di 80 metri di altezza per 38 di larghezza, sarà collocato sulla facciata del grattacielo Garibaldi, nella zona di corso Como. All’interno di questa pellicola, un altro megaspazio, ricavato attraverso l’alta tecnologia laser, dove si proietteranno sms e brevi poesie con una lunghezza massima di 160 caratteri. I testi saranno elaborati direttamente dai cittadini e ovviamente dedicati al tema della giornata: l’amore.
Così Milano festeggerà San Valentino. Creando uno spazio comunicativo condiviso ed interattivo, in cui la coorte dei giovani- e meno giovani- meneghini potrà dare libero sfogo al proprio estro, esternando i propri pensieri più intimi, palesando le proprie emozioni più profonde e..d’effetto!
L’iniziativa ha preso il via ieri, 13 febbraio, dalle 18 alle 21, ed oggi 14 febbraio si repiclerà dalle 18 fino alle 24, inviando pensieri d’amore o dediche romantiche attraverso il numero 335-8184541. Per garantire la qualità della comunicazione, “l’on air”, sarà monitorato in modo preciso sia attraverso un controllo tecnico che umano, attraverso il lavoro di una “super redazione”.

martedì, febbraio 13, 2007

Sul web scoppia la rivoluzione delle statue

Plastiche lo sono per definizione, immobili per status, materiali. Fino a quando gli utenti di Worth1000 non hanno deciso di dare ai marmi di Michelangelo, Mirone, ai bronzi delle sculture di parchi e giardini, una nuova vita. Tutta digitale. Rielaborando sui loro computer le immagini della Statua della Libertà che invece di stringere la consueta torcia, adesso fa le corna o fuma seduta una sigaretta. Mentre il Discobolo di Mirone fa surf con un costume a fiori, e la dea Kali che non sfoga più la sua furia sugli umani, ma si diverte a colpire palle da tennis impugnando quattro racchette. (Dal sito: La Repubblica)

INVITO ALLA LETTURA:
"Se in America il giornalismo è il cane da guardia del potere, in Italia è il cane da compagnia. O da riporto".

Descrizione: Nel mondo politico e in gran parte del giornalismo italiano assistiamo da tempo a un fenomeno inquietante: la "scomparsa dei fatti". Capovolgendo il vecchio motto del settimanale Panorama "I fatti separati dalle opinioni", oggi sono spesso le opinioni a trasformarsi in fatti.
In un paese dove lo scontro ideologico è diventato la prassi, grazie anche alle performance del nostro ex presidente del Consiglio e del suo manipolo di mestatori mediatici, gli esempi di questa situazione abbondano ovunque. Nella coscienza collettiva si radicano "fatti"che non sono mai stati tali. Due soli esempi: è convinzione comune che il contingente italiano sia stato mandato in Iraq a seguito di una risoluzione dell'Onu: falso; ci siamo andati molto prima. Il ministro Mussi ritiene giusto che il nostro paese consenta all'Unione Europea la prosecuzione della ricerca sulle cellule staminali. Traduzione: Mussi attacca la vita, i cattolici, e vuole abolire la legge corrente. Corrosivo come sempre, Marco Travaglio dimostra come l'informazione in Italia, salvo rarissime eccezioni, abbia del tutto smarrito la sua funzione originaria.

http://www.lascomparsadeifatti.com/home_lascomparsadeifatti.php?

giovedì, febbraio 08, 2007

NOSTALGIA DI MILANO..........

Vi metto on-line un mini-video su Milano realizzato qualche mese fa dalla sottoscritta


MODELLE SCHELETRICHE: LA TESTIMONIANZA DI NATALIA VODIANOVA

(Articolo tratto dal Corriere della Sera)
È alta un metro e 76 e non arriva ai 50 chili. Indice di massa corporea 16
"Mi volevano magra, mi stavo uccidendo"
La top Vodianova: «Ho avuto un bimbo, dopo il parto tante pressioni e ho perso i capelli»

NEW YORK — «Sapevo soltanto che dovevo dimagrire, senza discussione. Piano piano sono diventata piu' nervosa, ho cominciato a perdere i capelli, a sentirmi stanca. Credo di essere stata vicina al baratro. Mi ha salvato un amico medico aprendomi gli occhi e spiegandomi che mi stavo distruggendo. Ora è tutto ok». Certo sono parole pesanti quelle che Natalia Vodianova, 24 anni, diafana modella russa, contesa da passerella e pubblicità (ultime campagne Calvin Klein e Louis Vuitton) dispensa a stilisti, responsabili di agenzie, nutrizionisti, riuniti nell'ambito della settimana newyorkese della moda. È la prima volta che negli Stati Uniti, dove il vero allarme rosso è l'obesità, ci si pone il problema delle modelle scheletriche, della loro salute e quindi di chi le vuole imitare.
La testimonianza di Natalia ha l'effetto di un botto. «Questo è un ambiente — racconta — che sa fare pressione e condiziona i comportamenti. Ho cominciato a sfilare quattro anni fa e ci ho messo poco a capirlo. Sei portata a considerare il tuo corpo in un certo modo. È l'unica condizione per andare avanti». Poi Natalia racconta anche le difficoltà avute quando recentemente, e già affermata, è diventata mamma: l'aumento di peso, nel suo caso 4-5 chili, gli sforzi per eliminarlo («molti stilisti non apprezzavano»), l'altalena sulla bilancia, una grande stanchezza.
«Sono fortunata perché per me è un gran momento, ricevo un sacco di offerte e ho potuto fregarmene delle critiche. Ma vedo un sacco di ragazze all'inizio della carriera che vengono da famiglie povere e sono disposte a tutto pur di tenere vivo il sogno di fare la modella il più a lungo possibile: loro sì corrono gravi rischi».
Natalia sa di che cosa parla, al punto da ironizzare sulla sua costante difficoltà con il cibo: da ragazzina per il magro bilancio familiare, oggi per il magrissimo look impostogli dal magico mondo della moda. Secche, accattivanti, in qualche modo spietate, le parole di Natalia non hanno portato comunque ai fatti. Nel senso che le istituzioni americane non prevedono per ora di seguire l'esempio di Spagna e Italia e di porre regole sulla massa corporea. Soltanto sull'età non si transige: basta modelle sotto i 16 anni e non sembra certo una decisione rivoluzionaria. Per ora la moda a stelle e strisce si accontenta di aver affrontato il problema, di aver lanciato l'allarme, di aver già respinto al mittente alcune modelle dell'Est chiaramente denutrite. Anche se sul punto c'è polemica fra agenzie e stilisti che si accusano reciprocamente di volere ragazze sempre più somiglianti a sacchettini d'ossa. Chi è il vero cattivo del sistema? Mah. Di certo i criteri sono cambiati. Ivan Bart, direttore creativo della «Img Models» ha detto al New York Times che nel tempo la taglia media di una modella ha subito l'effetto- gambero. «Nel 1986 — spiega — eravamo tra la misura 6 e la 4. Poi si è passati alla 4 secca. Quindi dalla 4 alla 2 e ora siamo alla 0».
Non basta aggiungere come fa Diane von Furstenberg, presidente della Camera americana della moda che il concetto di taglia è cambiato («una 12 negli anni '70 equivale a una 6 oggi»), che anche ballerine e fantini seguono diete ferree, che una modella magrissima — ricorda un dietologo — può essere più sana di una con massa corporea in perfetto ordine. O come provoca Nian Fish, un decano del fashion newyorkese, che «obbligare gli stilisti a lavorare con modelle in carne sarebbe stato come dare modelle scheletriche al grande Rubens». La questione ormai è posta anche qui.
Gian Luigi Paracchini
UN ABBRACCIO DI 6.000 ANNI

Due scheletri, probabilmente di un uomo e una donna, abbracciati da 6000 anni. Sono stati trovati a Valdaro, in una zona industriale vicino Mantova durante alcuni scavi. Secondo gli archeologi si tratterebbe di una coppia di individui giovanissimi, morti nel periodo neolitico. I due sono stati sepolti uno di fronte all'altro, faccia faccia; le ossa delle braccia e delle gambe si sovrappongono in un abbraccio che gli ha già fatto guadagnare il soprannome di 'amanti di Valdaro'.

mercoledì, gennaio 31, 2007

WEEK-END AL CINEMA
Blood Diamond...



Dal Corriere della Sera

E' arrivato anche in Italia il nuovo sistema operativo di Microsoft

Windows Vista: perché sì e perché no
Più bello, più sicuro e più facile. Ma attenti alla versione da scegliere: ce ne sono ben 13, con prezzi e funzioni molto diversi

Il «giorno più importante della storia di Microsoft» (come lo ha definito con enfasi l’azienda stessa) è arrivato: Windows Vista è nei negozi, e si porta dietro anche Office 2007 .Il nuovo Windows arriva cinque anni dopo il precedente Xp. Il suo sviluppo è costato più di 4 miliardi di euro, ha dato lavoro a 8 mila persone, è stato vivisezionato da 5 milioni di esperti nel mondo. Come tutti i prodotti di Bill Gates ha già diviso esperti e appassionati. Per i detrattori di Microsoft non offre nulla di diverso da quello che da tempo si trova sui concorrenti Apple e Linux.
Un gruppo di artisti si esibisce a New York intorno al logo Microsoft (Reuters)In verità, basta una rapida prova per mettere tutti d'accordo: Vista è il Windows più attraente, sicuro e facile da usare mai presentato. C'è una nuova funzione di ricerca che consente di trovare al volo, senza attese, documenti, immagini e video. Una procedura di avvio e chiusura rapida cancella i classici (e mai amati) momenti con la scritta «Attendere, prego». La nuova grafica, ribattezzata Aero, azzera l'invidia che separava il mondo Windows dai più stilosi Apple: trasparenze, animazioni e finestre tridimensionali si sprecano. E poi si rafforza l’attenzione al discorso sicurezza: una faticosa rimonta per cancellare la brutta fama dovuta a versioni di Windows (come la sciagurata Millennium) inadeguate alle insidie di Internet. Vista è equipaggiato a dovere contro virus, spioni e malintenzionati. Con le dovute cautele, ovviamente.
Le contropartite però non mancano. Per girare a dovere, Vista ha bisogno di potenza e soprattutto di tanta, tanta memoria. Un Gigabyte di Ram, meglio due. I computer adeguati a Vista costeranno di più, in controtendenza con la cronica discesa dei prezzi nel settore. E anche Windows non è in vendita a prezzi di saldo: si va dai 149 euro (versione Basic) ai 599 della Ultimate. Già, le versioni: ce ne sono ben tredici. Non per tutti sarà facile azzeccare quella giusta.
Paolo Ottolina
STORIA DI PICCOLI SOLDATI MAI STATI BAMBINI

All’Alberghiero di Lavinio una conferenza sui “child-soldiers”. All’incontro presenti Viviana Valastro e Rita Rossi, membri del “Save the Children”. Inoltre la testimonianza di John Baptist Onama ex-bambino soldato in Uganda

Bambini in guerra, vittime e carnefici: nel mondo sono mezzo milione i minori che combattono negli eserciti regolari e nei gruppi armati di 85 paesi del mondo. Costretti ad uccidere, a decidere della vita altrui. Un’infanzia- la loro- violata, negata e rubata: ragazzi cresciuti troppo in fretta e catapultati in un mondo di odio e dolore, dove le guerre le scatenano i “grandi” ma a doverle combattere sono spesso i bambini, dai 7 ai 18 anni, di entrambi i sessi.
Reclutati, spediti al fronte, abbandonati al fuoco nemico: questo è il destino dei “baby-soldiers”, un fenomeno globale di dimensioni rilevanti, tema centrale della conferenza che si è tenuta questa settimana all’istituto Alberghiero “Marco Gavio Apicio” di Lavinio. L’iniziativa rientra nel progetto “ L'infanzia negata: dall'inferno di Terezin ai bambini dannati di oggi"- una rivisitazione della Shoah non circoscritta alla sola giornata della Memoria del 27 gennaio- lanciata dallo staff dei docenti dell’Alberghiero con il patrocinio del Comune di Anzio. A presenziare l’incontro Viviana Valastro e Rita Rossi, esponenti dell’Organizzazione per i diritti dei bambini “Save the Children” e John Baptist Onama, ex bambino soldato, oggi docente di Europrogettazione per lo sviluppo alla facoltà di scienze politiche dell’Università di Padova. Onama è nato in Uganda (Africa Orientale), a tredici anni è stato costretto ad indossare una divisa e ad imbracciare un kalashnikov. Ha visto violare i suoi diritti umani, ha dovuto combattere ed uccidere. Oggi si batte per assicurare a tutti i bambini un’infanzia dignitosa .
Il fenomeno dei bambini-soldato colpisce soprattutto l’Africa, dove sono 120 mila i ragazzi reclutati nelle forze armate. John B. Onama ha raccontato gli orrori del suo Paese, squarciato dal 1986 da una lotta tra l’esercito regolare e i guerriglieri del LRA (Lord's Resistance Army), capeggiati da Joseph Kony, a cui nel 1997 si è aggiunta la resistenza delle Forze Islamiche alleate. Spalleggiati dal regime sudanese- che dà rifugio e procura armi al LRA- gli uomini di Kony imperversano nelle province settentrionali dell’Uganda, uccidendo uomini, violentando donne e sequestrando bambini. Questi, se molto piccoli vengono impegnati come trasportatori oppure vengono arruolati. “Agli occhi dei guerriglieri i bambini sono facili da manipolare- ha spiegato John B. Onama- e, soprattutto, non chiedono di essere pagati, richiedono razioni minime rispetto agli adulti e sono spesso schierati in prima linea, per liberare il campo da eventuali mine anti-uomo ed aprire la strada alle truppe adulte”.
Quello dell’Uganda non è un caso isolato, il fenomeno dei “baby-soldiers” vede coinvolti altri Paesi come Congo, Sierra Leone, Somalia, Costa d’Avorio, Sudan, Colombia, Cambogia, Filippine, Afganistan, Stati Uniti.... Anche le ragazze sono arruolate come “militari”: vengono rapite, vendute a gruppi armati, stuprate. Se tornano a casa vengono trattate come prostitute e cacciate via. In Etiopia, per esempio, si stima che le donne e le bambine costituiscano il 25-30% delle forze di opposizione armata. Povertà e miseria, assenza di un solido apparato statale e carenza di strutture scolastiche, sono la premessa e la conseguenza di anni di anni di guerra o di devastanti conflitti armati. “Per questo Save the Children – dice Rita Rossi- ha lanciato la campagna “Riscriviamo il Futuro” per garantire il diritto all’istruzione agli otto milioni di bambini nei paesi in guerra o post-conflitto entro il 2010. Andare a scuola vuol dire imparare a leggere e a scrivere, a riconoscere le mine anti-uomo, ad evitare di farsi arruolare e soprattutto significa vivere una parte della giornata nella normalità e in un posto di sicuro”. Grazie proprio all’istruzione John B. Onama si è salvato: dopo essere fuggito dalle fila del LRA è riuscito a completare gli studi primari presso la scuola gestita dai padri cambogiani. A fine conferenza gli studenti dell’Alberghiero hanno rivolto una serie di domande ai relatori ed hanno poi letto le testimonianze di alcuni baby-soldiers. Un monito per non dimenticare che in tutto il mondo vi sono giovani ai cui è stato negato il diritto all’infanzia, non sono stati mai bambini. (lc)

mercoledì, gennaio 24, 2007

LE ARANCE DELLA SALUTE PER COMBATTERE IL CANCRO

Un’arancia contro il cancro. Torna anche quest’anno l’appuntamento con la solidarietà firmato Airc- l’Associazione Italiana per la Ricerca contro il Cancro- che sabato, 27 gennaio, sarà presente con i suo volontari in 2500 piazze italiane per distribuire le arance della salute. Sul nostro litorale gli stand dell’associazione saranno presenti a Nettuno sul lungomare G. Matteotti, ad Anzio in Piazza Pia ed a Lavinio in via di valle schioda- centro ecumenico Parrocchia S.Anna-S.Gioacchino. Con un piccolo contributo di otto euro sarà possibile dare un aiuto concreto alla lotta contro il cancro e portare a casa un bel sacchetto di frutta fresca. I fondi raccolti serviranno, infatti, per finanziare la ricerca oncologica e sostenere i progetti regionali dell’associazione.
Come di consueto le reticelle di arance- donate all’Airc dalla Regione Sicilia- saranno accompagnate da un opuscolo in cui verrà spiegato perché la prevenzione inizia a tavola e quali sono le regole per uno stile di vita corretto. È chiaro ormai che le abitudini alimentari sono strettamente collegate alla salute dell’individuo ed è per questo che una dieta adeguata può svolgere un ruolo determinate nel prevenire l’insorgenza dei tumori. Simbolo di una sana alimentazione è “l’arancia”, che l’Airc ha scelto come ambasciatrice della sua campagna. Questo frutto contiene un enorme patrimonio antiossidante, la sua vitamina C protegge il sistema cardiovascolare e rafforza le difese immunitarie. Per questo l’arancia è il frutto più adatto nella prevenzione oncologica. Lo scorso anno grazie alla generosità della gente sono stai raccolti 4.000.000 di euro, una cifra importante che ha permesso di finanziare i progetti nel settore delle cure. Anche quest’anno la solidarietà ci chiama, un piccolo gesto può aiutare a sconfiggere il cancro.

venerdì, gennaio 19, 2007

Londra raccontata in click

Volete fare un bel viaggio ma non sapete dove andare? Vi consiglio di visitare Londra, è una città bellissima: un mix di architettura antica e moderna, una capitale ospitale, giovane, frenetica, piena di vita. Una metropoli che non soffoca ma che grazie ai suoi immensi parchi regala attimi di pace e tranquillità.Per l'occasione vi metto on line un mini-video. In realtà si tratta di una sorte di galleria fotografica: la foto coglie l'attimo, ruba emozioni e regala nuove emozioni, e così ho pensato di farvi conoscere, attraverso il click della mia macchina fotografica, questa meravigliosa città inglese.

mercoledì, gennaio 17, 2007

Al MacWorld expo Steve Jobs svela le grandi novità della mela

Il futuro digitale dalla strada al salotto:l'Apple lancia I-Phone e l'Apple tv

San Francisco- L’Apple, l’eterna rivale di Bill Gates, sorprende tutti nemici ed amici. La casa della mela presenta al Consumer Elettronics Show di San Francisco due super-chicche tecnologiche, frutto dell’era digitale e della convergenza: l’I-phone e l’Apple-tv. Steve Jobes, patrono del colosso informatico, crede nel lancio delle sue nuove creature. “Siamo qui per scrivere un pezzo di storia”, ha detto alla platea presente al MacWorld expo .
I-PHONE- Nasce dalla fusione di I-pod e telefono cellulare. Il nuovo apparecchio è’ in grado di immagazzinare migliaia di mp3, video e programmi televisivi. “Your life in your pocket”, ha detto ridendo Jobs. Il cellulare-computer-iPhone sta in un palmo di mano, è tutto un unico schermo che “non funziona con uno stilo, ma con le dita, grazie a un sistema multi-touch”. E’ dotato di un software OsX per navigare su internet, ha una fotocamera da 2 megapixel, la possibilità di chattare live, scaricare musica, film e programmi televisivi con il browser Safari, inviare email e navigare sulle Google maps. Le batterie assicurano 5 ore di utilizzo multimediale e 16 se ci si limita all'ascolto musicale. Il costo sarà di 499 dollari per il modello da 4Gb e di 599 per il modello da 8Gb. Negli Usa arriverà a giugno, in Europa in autunno. Jobs è convinto: “Con questo prodotto rivoluzionario abbiamo fatto un salto in avanti di almeno 5 anni rispetto alla concorrenza”. Con l’iPhone la società di Cupertino punta a conquistare un ruolo da protagonista nel mercato dei dispositivi portatili, sfruttando la popolarità dell’iPod per sfidare colossi della comunicazione mobile come Nokia, Sony e Motorola. “Contiamo di conquistare l’1% del mercato entro il 2008”, ha detto il “boss”. Vale a dire vendere almeno 10 milioni di pezzi.
Apple tv- La seconda novità presentata Consumer Elettronics Show di San Francisco è l’Apple tv, un dispositivo che permette di vedere contenuti scaricati da internet sullo schermo del televisore di casa. E’ la vera risposta alla Xbox 360 di Bill Gates nella sfida per conquistare il salotto di casa. La “Apple tv”, disponibile da febbraio, costerà 299 dollari, avrà porte USB2 e ethernet, sarà wi-fi, e dotata di un hard disc da 40 Gigabyte, il tutto pilotato da un processore Intel e connesso via wireless. Grazie alla connessione fino a 5 computer di casa, sarà possibile scaricare musica, videoclip, ma anche film e show televisivi da iTunes (il negozio on-line della Apple).

martedì, gennaio 16, 2007

Un po' di musica con Gianna Nannini: "Sei nell'anima"



Una riflessione dopo il "caso Erba" (Dal sito dell' http://www.odg.it/)
Lorenzo Del Boca, Presidente dell'odg, scrive:
Adesso che per il delitto di Erba sono stati individuati i veri responsabili, dovrebbe aprirsi un serio esame di coscienza sul modo di lavorare dei giornalisti. Forse pubblichiamo articoli e mandiamo in onda interviste con troppa superficialità. Assecondando il bisogno di assicurare quantità industriali di parole e di espressioni ad effetto piuttosto che la necessità di valutare le conseguenze che le nostre valutazioni comportano. Nel caso di Erba, il primo giorno, per raccontare una strage bestiale non si è esitato a indicare il responsabile in Azouz Mazouk, marito, padre, genero e vicino di casa delle vittime. Poco margine per i dubbi, pochi condizionali e nessun interrogativo. Non si trattava di un'ipotesi ma, piuttosto, di una certezza. Un emigrato.. con precedenti penali.. appena uscito dal carcere.. scappato chissà dove… c'era da dubitarne? E, infatti, i quotidiani hanno "raddoppiato" le cronache con commenti sull'efferatezza dell'indulto che aveva lasciato liberi stupratori e assassini, con licenza di ricominciare daccapo con le loro nefandezze. Non tutto è dovuto alla responsabilità dei giornalisti. I colleghi cronisti, evidentemente, sono stati tratti in inganno dalle prime mosse degli inquirenti che cercavano Azouz Mazouk. Ma, poi, hanno tratto convinzioni granitiche assolutamente spropositate e, alla luce della conclusione della vicenda, anche assolutamente sbagliate.
E' doverosa una maggiore prudenza nel trattare episodi che coinvolgono (e compromettono) la vita della gente. Non è il caso di scomodare detti evangelici che pretendono di "non fare agli altri ciò che non vorresti sia fatto a te" ma, a volte, non è inutile mettersi nei panni delle vittime per verificare se tutti gli aggettivi che usiamo risultano opportuni. Adesso che il caso sembra chiuso con la confessione, prova regina, dei presunti responsabili, rimangono le pagine dei giornali dei giorni immediatamente successivi al delitto che accusano un poveraccio e rappresentano un atto d'accusa per noi stessi. Soltanto il Corriere della Sera ha sentito il bisogno di scusarsi per aver sbattuto il mostro in prima pagina.
I giornalisti non hanno la verità in tasca, la cercano sempre ed è bene che lo facciano senza la presunzione di poterla trovare in fretta. Quando pubblicano i loro articoli offrono ai lettori, agli ascoltatori e ai telespettatori quella particella di verità che sono riusciti a documentare fino a quel momento, tenuto conto del tempo che è sempre poco e delle informazioni che sono sempre offerte in modo troppo interessato. A volte si pubblica di un condannato in primo grado che, fino a quel momento, è colpevole. Poi, magari, quella stessa persona viene assolta nel processo d'appello e allora si dà conto che, da quel momento, è un innocente, anzi, vittima di un'ingiustizia. Qual è la verità? Il suo senso e il suo valore possono cambiare anche radicalmente in breve tempo. Per questo non guasta un poco di attenzione in più. Il lasciarsi avvinghiare da qualche dubbio - considerare che quello che sembra non necessariamente è ciò che - aiuterebbe a commettere meno errori e a esercitare un giornalismo più professionale.


ps: Nell'articolo di Del Boca ho messo in grassetto le frasi che a mio avviso dovrebbero far riflettere noi ragazzi, aspiranti giornalisti.

domenica, gennaio 14, 2007

Ciao a tutti,

curiosando su you-tube ho trovato uno spot pubblicitario del '97. Guardatelo e ditemi se vi piace.
E' proprio vero nella vita conta veramente tanto "correre", nel senso che non bisogna mai fermarsi, occorre sempre andare avanti...."non importa essere leoni o gazzelle, importa solo correre".

Aiuto mi tocca studiare... Gli esami sono alle porte!


Qualche parola di conforto:

Bacon: "Alcuni libri vanno assaggiati, altri divorati e alcuni, rari, masticati e digeriti".


Dickinson:
"Nessun vascello c'è che, come un libro, possa portarci in contrade lontane".

Flaubert: "Non leggete, come fanno i bambini, per divertirvi o, come gli ambiziosi, per istruirvi. No, leggete per vivere".

Kakfa: "Di una cosa sono convinto: un libro deve essere un'ascia per il mare ghiacciato che c'è dentro di noi".

Wilde: "Il poeta puo' sopportare tutto, tranne un errore di stampa".

Cicerone: "I libri sono l'alimento della giovinezza e la gioia della vecchiaia".

...Comunque che Fatica...


giovedì, gennaio 11, 2007

E ora due risate


Vi metto on line un video che mi ha inviato una mia amica. Fatevi due risate con questi gatti:


Adriano Celentano:" Pena di morte, e la croce di Pannella".

Il cantante italiano giornalista per un giorno: oggi il Corriere della Sera ha pubblicato un articolo in cui Celentano propone alcune riflessioni sul caso Pannella. Il leader dei radicali viene elogiato per la sua "battaglia anti-patibolo", anche se non mancano "frecciatine" sull'intervento del politico al programma Buona Domenica.
Secondo il molleggiato è " lodevole da parte della Perego aver scelto di dedicare al tema della pena di morte la puntata di Buona Domenica", poco lodevole il non aver fatto parlare quasi mai Pannella. "Ma la Perego non gli dà la parola- scrive Celentano nel suo articolo- Non si rende conto che l’attenzione del pubblico a casa è in paziente attesa di ciò che dirà il promotore di questa nobile battaglia. La Perego è distratta e forse anche un po’ confusa, perché dice: «Bello questo scambio di battute fra Sgarbi e Pannella » quando invece a parlare è stato soltanto Sgarbi". Quando però viene data la parola al leader dei radicali, questi fa un commento pesante su Vittorio Sgarbi: si accendono gli animi trai gli ospiti in studio e alla fine l'argomento centrale della puntata finisce in secondo piano.
Ecco allora che Celentano-giornalista riporta in primo piano il tema: scrive il suo pensiero, il suo no alla pena di morte e si chiede cosa sarebbe successo se Bush fosse intervuto prima che il cappio avesse stretto la gola di Saddam . Il cantante italiano punta il dito contro il Presidente degli Stati Uniti d'America: l'uomo "che quando era governatore del Texas non ha mai neanche una volta graziato un condannato, neppure dietro le suppliche e le implorazioni di Papa Giovanni Paolo II". Invece della condanna a morte, al Rais poteva essere dato l'ergastolo: in cella Saddam "avrebbe potuto spendere il suo tempo di espiazione, magari, per portare la pace fra i sunniti e gli sciiti". "A volte- scrive Celentano- il più bel fiore, nasce proprio dal fango".
Per chi è interessato il link dell'articolo di A. Celentano:

martedì, gennaio 09, 2007

TORNA LA VOGLIA DI CINEMA A 2,50 EURO

Il grande cinema a due euro e mezzo: increndibile ma vero! Torna “Voglia di cinema”, l’iniziativa realizzata dall'Associazione Nazionale Esercenti Cinema (Anec) con il sostegno della Regione e della Provincia di Roma. Per tutto il 2007, nei giorni di martedì e mercoledì, il costo del biglietto è bloccato a 2,50 euro in tutti i cinema delle province del Lazio ad eccezione del comune di Roma. L’offerta inizia martedì 17 gennaio. Sul nostro litorale i cinema che aderiscono all’iniziativa sono: “Il Lido” e “Il Moderno” di Anzio.
Anche quest’anno la programmazione rivolgerà una particolare attenzione ai film italiani ed europei: in molte occasioni, opportunamente annunciate, registi, attori ed altri operatori del nostro cinema incontreranno il pubblico in sala. “Nel Lazio e a Roma avevamo dimenticato di essere gente di cinema - ha detto il presidente della Regione, Piero Marrazzo - In 130 mila lavorano nel mondo dell'audiovisivo, una delle miniere economiche di questa Regione. Anche per questo il 2007 sarà la consacrazione della Festa del cinema di Roma e partirà la Festa della fiction". L’iniziativa ha un duplice obiettivo: far riscoprire al pubblico la centralità della sala cinematografica e soprattutto dare importanza anche alla provincia garantendo un’ampia offerta e diffusione di spettacoli di qualità. Nel 2006 “Voglia di cinema” ha registrato un aumento di 180 mila presenze nelle sale, di cui 102 mila nelle giornate interessate dalla promozione e le altre durante i consueti orari di programmazione a prezzo standard, segnalando quindi un importante effetto traino. "I dati portano all'attenzione di due importanti fenomeni - spiega l'assessore regionale alla Cultura, Spettacolo e Sport, Giulia Rodano - innanzitutto il prezzo ridotto ha consentito il ritorno in sala delle famiglie e poi in generale abbiamo riscontrato un forte aumento degli ingressi nei cinema. Sono cresciute le piccole sale di provincia ed è cresciuto il cinema di qualità".
Dal Corriere della Sera





lunedì, gennaio 08, 2007

La guerra del Gas continua.......a rischio Germania e Polonia



Il futuro della comunicazione wire-less è nel WiMax

(Dal sito del Corriere della Sera)

CHE COS'E' - Il WiMax (Worldwide Interoperability for Microwave Access), uno standard per le comunicazioni wireless noto anche con il codice IEEE 802.16 (in particolare la versione che si è diffusa commercialmente all'estero è la 802.16d), promette di ridurre sensibilmente i costi e aumentare la disponibilità delle tecnologie wireless a banda larga.

COME IL WI-FI, PIU' DEL WI-FI - Una singola antenna consentirà (a livello teorico) di coprire un area di 50 chilometri, con banda fino a 74 Mbps (Megabits per secondo). Ben superiore, dunque, come portata alle connessioni Wi-Fi, limitate a poche decine-centinaia di metri. Secondo il Wi-Max Forum, un consorzio di oltre 300 aziende, entro pochi anni questo standard si imporrà come alternativa economica alle linee xDSL e agli altri tipi di accesso ad Internet su cavo, incluse le altre soluzioni di connettivitá di tipo cablato o wireless, proposte attualmente per coprire l'«ultimo miglio».

ALL'ESTERO - Negli ultimi anni in paesi come la Francia, la Germania, la Spagna e il Regno Unito sono state lanciate offerte commerciali con velocità e prezzi paragonabili all'Adsl (velocità fino a 4 Mbps e tariffe flat di alcune decine di euro al mese). L'uso del Wi-Max è considerato molto importante per ridurre il cosiddetto "digital divide" (divario digitale) in quelle aree del Paese in cui le tecnologie di accesso su cavo non sono state finora sostenibili per le aziende a causa dei costi del cablaggio.

I PROBLEMI IN ITALIA - In Italia il ritardo accumulato finora nel lancio della nuova tecnologia era dovuto essenzialmente alle frequenze su cui andrà a operare, che erano di proprietà del ministero della Difesa e destinate ad un uso militare. Secondo alcuni analisti, l'altro freno al lancio finora era costituito dai timori delle compagnie di telefonia mobile, che hanno pagato a carissimo prezzo le licenze Umts e che temono la nuova tecnologia, potenziale concorrente anche sul mercato della telefonia mobile. C'è da da dire, però, che rispetto al segnale Umts il WiMax è limitato nel passaggio dell'utente tra antenne diverse e, in particolare, potrebbe non funzionare su veicoli in movimento che viaggiano a oltre 120 km/h.
Le tecnologie del 2oo7 in mostra a Las Vegas

Las Vegas, la città delle mille luci e del divertimento, accoglie quest’anno il "Consumer Electronics Show", la principale manifestazione che presenta la tecnologia destinata al mercato dei consumatori. Il tema principale del 2007 è la condensazione di personal computer e televisione e l’istituzione di un punto di incontro tra i due mercati: la web-tv. I programmi abbandonano l'apparecchio televisivo per giungere sul computer grazie alla tecnologia Iptv, e sul cellulare via WiMax.
Al Ces occuperanno un posto centrale anche le nuove generazioni di televisori ad alta definizione e la tecnologia Sed (surface-conduction electron-emitter display), nata da una partnership tra Canon e Toshiba, che garantisce prestazioni superiori rispetto agli apparecchi Lcd. Un'altra innovazione – limitata però al mercato americano – è il TiVo Home Movie Service, che crea una rete sociale tra gli utenti permettendo lo scambio di file video ottenuti attraverso il registratore digitale Tivo, molto diffuso negli Stati Uniti. Interessante è anche il progetto eCoupled promosso da un gruppo di aziende, tra cui Motorola, che ha l'obiettivo di creare un unico caricabatterie wireless, compatibile con tutti i dispositivi mobili, eliminando così fili e alimentatori.

sabato, gennaio 06, 2007

Invito al Cinema...

Ciao a tutti, ieri sera ho visto "Casino Royale": un film veramente eccezionale. Andatelo a vedere. Vi metto on line un bellissimo video che ho trovato su You tube

Buona Befana a tutti.

"Abbiamo ricevuto il suo curriculum ed è stata selezionata tra molte per aspetto e presenza. Quindi passi per il ritiro della scopa, è assunta".

Dopo 300 anni addio alle parrucche nei tribunali britannici.


Arriva un’ondata di cambiamento nei tribunali britannici: dopo trecento anni va in pensione il tradizionale parruccone bianco di crine di cavallo, che giudici e avvocati tengono in testa, come una corona, durante i processi. Dopo un'approfondita indagine sull'argomento, Lord Philips, Chief Justice dei Law Lords (cioè della massima istituzione giudiziaria nazionale), ha stabilito che la parrucca scomparirà dai processi civili, pur restando per il momento in quelli penali. Studi e sondaggi rivelano che i cittadini, a causa appunto delle parrucche, considerano la magistratura scollegata dalla realtà, dubitando di potere avere giustizia da giudici dall'aspetto così sorpassato, antiquato e - come scrive il Guardian - "ammuffito".

La parrucca venne importata in Gran Bretagna da Carlo II verso la fine del diciassettesimo secolo. In realtà era una moda copiata dalla Francia di Luigi XIV (wig, parrucca in inglese, è l'abbreviazione di periwig, dal francese perruque). A Londra, per un po', l'indossarono tutti, poi, come tante mode d'importazione, passò e la conservarono solo giudici e avvocati. Nel 1780 a quella lunga si sostituì una versione più corta (nei tribunali civili; in quelli penali solo nel 1840). Fra poco, dopo tre secoli, non vedremo più neanche quella, è un altro pezzo di Old England che scompare. (lc)

venerdì, gennaio 05, 2007

L'Assurdità della guerra raccontata in una canzone.


venerdì, dicembre 29, 2006


NATALE 2006: FREE COMMENTS.........



La più bella canzone su Roma.......
"Roma Capoccia" di Antonello Venditti


Quanto sei bella Roma
quand'e' sera
quando la luna se specchia
dentro ar fontanone
e le coppiette se ne vanno via,
quanto sei bella Roma
quando piove.
Quanto sei bella Roma
quand'e' er tramonto
quando l'arancia rosseggia
ancora sui sette colli
e le finestre so' tanti occhi,
che te sembrano di':
quanto sei bella.
Oggi me sembra che...
er tempo se sia fermato qui.
..
Vedo la maesta' der Colosseo
vedo la santita' der Cupolone,
e so' piu' vivo e so' piu' bbono
no nun te lasso mai
Roma capoccia
der mondo infame.
Roma capoccia
der mondo infame.
Na carrozzella va
co du stranieri
un robivecchi
te chiede un po' de stracci
li passeracci so' usignoli;
io ce so' nato Roma,
io t'ho scoperta
stamattina...
io t'ho scoperta
Oggi me sembra che
er tempo se sia fermato qui.
Vedo la maesta' der Colosseo
vedo la santita' der Cupolone,
e so' piu' vivo
e so' piu' bbono
no nun te lasso mai
Roma capoccia
der mondo infame..
Roma capoccia
der mondo infame...
der mondo infame...

sabato, dicembre 23, 2006


E per l'occasione vi metto on line il video di Mediaset....

Auguri a tutti.... ;-)

mercoledì, dicembre 20, 2006

Due settimane fa sono andata con mia zia a Milano. Faceva freddo, però mi sono divertita tantissimo.
Milano è una città "fantastica". Lo ammetto, sono un po' di parte visto che il mio sangue è per metà milanese. La mia mamma è nata e cresciuta nella città della "bella Madonnina". E così l'aria milanese mi ha contagiato: la nebbia, i navigli, i tram rossi, la gente precisa e puntuale.... Ecco a voi Milano. Per le vie della città c'è un corri corri generele: chi va al lavoro, chi accompagna i figli a scuola, i turisti che fotografo e filmano il Duomo..... Quante emozioni, quanta precisione. Rispetto a Roma che assomiglia molto ad "un gatto sornione", Milano sembra invece "una formica" sempre al lavoro, attenta e scrupolosa.

Metto on line un mini filmato realizzato con movie-maker. Non è eccezionale ma con il tempo spero di migliorare e di riuscire ad utilizzare l'altro programma del montaggio "Premier"

venerdì, dicembre 15, 2006

COMPLIMENTI A TUTTI I LAUREATI DEL CORSO DI SC. DELLA COMUNICAZIONE DELLA LUMSA:

Davide, Alfonso, Francesco C, Monia, Francesco M, Maria, Giuseppe, Martina, Francesca, Nino.......

e a tutti quelli che mi sono dimenticata.

ps Sorry, siete troppi da ricordare".... ;-)

LO SAPEVATE CHE..... I vegetariani avrebbero un quoziente intellettivo più elevato

Questa mattina ho letto un articolo molto interessante. Tema: i vegetariani e la loro dieta. Secondo uno studio fatto da un gruppo di ricercatori inglesi le persone che non mangiano carne sarebbero molto più intelligenti, avrebbero in media 5 punti in più di Q.I. Dall'altra parte questa scelta alimentare comporterebbe un portafoglio più "ricco e colto"...... Perchè? Scopritelo, vi metto on-line il pezzo tratto dal Corriere della sera-salute.

Probabilmente è una questione di contesto sociale più che di «neuroni»
I vegetariani sono più intelligenti?
Chi non mangia carne avrebbe un quoziente intellettivo più elevato. Lo suggerisce (con cautela) una ricerca inglese

GRAN BRETAGNA – Un gruppo di ricercatori della Southampton University ha evidenziato un collegamento tra il Q.I. e la scelta dietetica e ideologica dell’essere vegetariani. Secondo gli studiosi, su un campione di 8.179 persone, coloro che hanno scelto di rinunciare alla carne avevano da bambini un quoziente di intelligenza di 106 punti, contro i 101 punti dei non vegetariani. Proporzioni simili anche per le donne, che registrano un punteggio medio di 104 tra le vegetariane e di 99 tra le non vegetariane. La tesi è azzardata e porterebbe al facile sillogismo secondo il quale la scelta di non mangiare proteine animali coinciderebbe con una maggior capacità intellettiva. Che si tratti di vegani o di ovo-vegetariani non fa molta differenza: comunque la si giri, coloro che aderiscono a questa filosofia hanno in media 5 punti in più di Q.I.
LE INTERPRETAZIONI - Detto questo, i dati si aprono a varie interpretazioni. Per Liz O’Neill, della Vegetarian Society, si è sempre saputo che il vegetarianismo è una scelta intelligente, di compassione (nel senso etimologico di «patire insieme») e di grande solidarietà nei confronti degli animali, dell’ambiente e della gente. Come sosteneva oltre un secolo fa il guru indiano Sri Yukteswar, maestro di Paramahansa Yogananda, il corpo umano sembra essere stato creato per un'alimentazione a base di cereali, frutta, radici commestibili e bevande come il latte; a questo si aggiunge che l’essere umano non produce le stesse quantità di succhi gastrici dei carnivori. Dunque la bistecca è piena di controindicazioni e rinunciarvi sarebbe una scelta coscienziosa. Ma non tutti sono d’accordo sui termini dell’equazione, ammesso che la totale assenza di carne sia sempre e comunque salutare per l’organismo. Per il dottor Frankie Phillips, della Brtish Dietetic Association, non è esatto sostenere che gli individui diventano vegetariani perché hanno un alto quoziente d’intelligenza e forse sarebbe meglio dire che in generale le persone intellettualmente dotate tendono a prendersi cura maggiormente della propria salute.
QUESTIONE DI REDDITO? - Va fatta in ogni caso una doverosa quanto banale precisazione: il vegetarianismo è comune tra persone mediamente più colte e agiate che si concedono il lusso di scegliere e, di conseguenza, più stimolate intellettualmente, che non significa che questo atteggiamento coincida con la cultura, con la ricchezza o con l’intelligenza, ma semplicemente che il problema della scelta alimentare non è avvertito (comprensibilmente) tra i poveri. È un po’ come dire che la depressione è un male delle civiltà opulente e colte, poiché i poveri non hanno il tempo di deprimersi. Ma dire che il depresso è colto e intelligente è un’altra cosa ancora e con queste forme di argomentazione logica bisogna andare molto cauti. Senza contare che una dieta ricca di proteine è fondamentale per lo sviluppo anche cerebrale dei bambini e solo una dieta vegetariana perfettamente strutturata è in grado di assicurare la quantità di aminoacidi essenzali, più importanti che mai nelle fasi dello sviluppo.
Emanuela Di Pasqua

lunedì, dicembre 11, 2006

STO LEGGENDO......

mercoledì, novembre 29, 2006

Pallone d'oro a Fabio Cannavaro.......

....... Mitico Cannavaro.......

sabato, novembre 25, 2006

LEGAMBIENTE E IL MARE CHE VOGLIAMO

Dopo oltre un mese di iniziative, la scorsa settimana si è chiusa la prima Campagna Regionale “Goletta Verde nel Lazio”. A Roma il convegno finale per tracciare un bilancio delle nostre coste e puntare su una riqualificazione del litorale
Trentacinque giorni di navigazione lungo le coste laziali, decine di blitz di denuncia, otto porti dove ha attraccato la Goletta Verde, diciotto i comuni toccati. Ecco in estrema sintesi alcuni numeri che la scorsa settimana a Roma sono stati dati alla conferenza “il mare che vogliamo”, organizzata da Legambiente con il contributo dell’Assessorato all’Ambiente e Cooperazione tra i Popoli della Regione Lazio. Un incontro importante per chiudere e riassumere un mese di navigazione fatto lungo le coste laziali, ma anche per premiare gli elaborati vincitori del concorso “La più bella sei tu” rivolto alle scuole che hanno partecipato alla campagna.
Qualità delle acque, abusivismo, turismo di qualità, riqualificazione del litorale: tante le questioni e i problemi sui quali la campagna ha puntato i riflettori; molte anche le denunce, le riflessioni e le proposte per il futuro. “Quello della Goletta Verde nel Lazio è stato un viaggio entusiasmante –ha spiegato Cristiana Avenali, Direttrice di Legambiente Lazio- ci ha portato ad incontrare migliaia di cittadini che hanno evidenziato problemi ed opportunità del nostro mare”. I dati disponibili dimostrano come le acque laziali rimangano sotto scacco degli scarichi: il 48% dei corsi d’acqua della nostra regione presenta un cattivo stato ecologico- nel 13% dei casi addirittura pessimo- e spetta proprio al Lazio il primato nazionale per illegalità commesse a danno dei fiumi (870 complessivamente). Per far fronte a ciò la Regione ha stanziato per i prossimi tre anni circa 30 milioni di euro per le acque. Altro problema è l’abusivismo e gli ecomostri che ogni anno “spuntano” come funghi in prossimità delle spiagge. Ne è un esempio lo stabilimento balneare “Sole e luna” di Marechiaro ad Anzio. Legambiente ha contato 2.472 abusi commessi nei 24 Comuni che ricadono sulla fasciacostiera della nostra regione, per una media di sette abusi al giorno solo sulla costa. La cementificazione selvaggia non risparmia nemmeno le aree protette come Sabaudia e San Felice Circeo che da sole totalizzano 258 abusi. A Ponza invece se ne contano 76 solo nel 2004, praticamente un abuso ogni cinque giorni. Le spiagge laziali vanno poi salvaguardate dal rischio dei fenomeni erosivi: su 290 km di spiagge, ben 117 km presentano segni di erosione. Una vera e propria emergenza per molte città come quella di Nettuno, che dal 2003 lotta contro la minaccia erosione nel tratto tra il Santuario e il Poligono militare. Qual’è allora la sfida per il futuro? É veramente questo il mare che vogliamo? Occorre ridisegnare il litorale, smetterla con le colate di cemento selvagge, aumentare invece la qualità degli spazi pubblici e privati. Il nostro litorale può essere davvero “il prodotto interno lordo del nostro futuro, il potenziale inespresso della crescita, e come tale va difeso, conservato e valorizzato”.
ps: Che ne pensate? L'avreste mai detto che il Lazio è nella morsa degli scarichi. Altro che mare pulito e bandiere blu. Qui ci vuole proprio una bandiera nera!

mercoledì, novembre 22, 2006

La stella del nuoto australiano si ritira. Ad appena 24 anni Ian Thorpe ha deciso di appendere al chiodo cuffia e occhialini e dedicarsi ad altro. L'uomo dei record se ne va: è stato per cinque volte campione olimpico e undici volte campione del mondo, oltre ad aver realizzato nel corso della sua carriera 13 volte un record del mondo di specialità. «E' stata una decisione sofferta ma andava presa» ha detto l'atleta, che dalle olimpiadi di Atene non ha più partecipato alle principali competizioni internazionali, disertando anche i campionati del mondo di Montreal dello scorso anno.
Thorpe aveva iniziato a nuotare da piccolo e aveva avuto il momento di massima gloria tra le Olimpiadi di Sidney del 2000 e quelle di Athene del 2004, quando vinse tre medaglie d'oro e due d'argento. «Sono stato catapultato sulla ribalta internazionale che ero ancora un ragazzo - ha spiegato l'atleta -: ho ottenuto il massimo che si poteva ottenere da questo sport. Ora però devo pensare ad una nuova fase. Il nuoto per me era diventato una coperta che dava sicurezza. Ma adesso nella mia vita devo dare priorità anche ad altre cose. Ho avuto una grandissima carriera. Forse a molti questo potrebbe non sembrare il momento migliore per un ritiro. Però è il mio momento».

Secondo me il nuoto perde un campione unico:Thorpe è stato uno dei più grandi rivali per noi italiani ma ora tocca andare avanti. Nuovi talenti, nuovi giovani ragazzi fanno capolino in vasca e sono sicura che il nuoto agonistico continuerà a regalare nuove emozioni. Basta crederci, essere determinati e quando sei in vasca non pensare a nulla solo battere i piedi e spingere al massimo. E poi se anche Thorpe è andato via c'è sempre il fantastico Filippo Magnini, imbattibile nei 100 stile libero, e M. Rosilino. Forza azzurri.
FOTO DI GRUPPO: la mitica sera della finalissima dei mondiali di calcio luglio 2006






Ps: partendo da destra io sono quella con la maglietta bianca e jeans

martedì, novembre 21, 2006

Giornalismo: non è un'arte, è una tecnica, un modo
particolare di preparare il lettore alla sorpresa finale. ogni parola
va scritta in funzione dell'ultima riga, per rendere soddisfatto il
lettore di aver perduto tempo a leggere l'articolo"

"Giornalista: è chi sa spiegare al pubblico quel che egli stesso non ha capito".
ps: un grazie al mio amico Carlo M.

sabato, novembre 18, 2006

I Delfini della Croazia

Esperimento: Sto provando a mettere un mini- video fatto da mia sorella con la macchina fotografica.... Speriamo bene!!!

venerdì, novembre 17, 2006

E SE YOU TUBE FACESSE LA FINE DI NAPSTER?

Questa mattina ho letto un articolo molto interessante sul "futuro di you tube", il più celebre sito per la condivisione di video su Internet che Google ha acquistato per 1,65 miliardi di dollari. Ma il successo porta anche inevitabilmente una serie di rogne. Scrive Marco Pratellesi: " All'indomani dell'accordo miliardario, la Jasrac, che è l'equivalente nipponico dell'italiana Siae, ha fatto cancellare 30 mila video da You tube. L'associazione ha raccolto la richiesta di 23 aziende -tra cui emittenti televisive, case discografiche e cinematografiche- secondo le quali i video presenti sul sito violino le leggi in materia di diritto d'autore. E adesso è probabile che la strada intrapesa dai giapponesi venga percorsa in altri paesi. Se così fosse Google-You tube dovrà fare parecchia pulizia se non vorrà incorrere in problemi di copyright. Il successo planetario di You tube,100 milioni di filmati visualizzati ogni giorno e 65.000 nuovi contenuti aggiunti quotidianamente, potrebbe scontrarsi con la situazione che si verificò nel 2001 quando Napster, sito di condivisione di file musicali, giunto all'apice del successo, fu costretto a chiudere perle cause intentate dalle case discografiche contro la pirateria musicale. Una storia già vista che potrebbe ripetersi."
Dunque sarà interessante seguire gli sviluppi di You tube. Dopotutto proprio questo suo successo e la sua facilità di scaricare e condividere video potrebbe essere un'arma a doppio taglio.

sabato, novembre 11, 2006

EVVIVA: esperimento riuscito sono riuscita amettere un video sul mio blog!!

Mondiale 2006: Italia-Francia

Conto alla rovescia. Torna il campionato di serie A e questa sera a scendere in campo sono Milan-Roma. Un'attesissima partita in un clima rovente: i rossineri, dopo la delusione della partita contro l'Atalanta, sono costretti a rincorrere. Stasera devono assolutamente vincere. La Roma di Spalletti però non demorde e anche se non gioca in casa vuole ottenere un buon successo visto che non vince a Sansiro dal 13 dicembre '87.
Per prolungare l'astinenza dei giallo rossi, il tecnico del Milan fa affidamento a Gilardino, Kakà e Oliveira. Completamente reinventata la difesa e il centrocampo a causa dei numerosi infortuni che hanno messo fuori gioco i terzini Serginho, Favalli, Kaldaze e i mediani Gattuso e Ambrosini. «La Roma è una squadra che ha tantissime qualità - afferma Ancelotti - è un'occasione importante per chiudere un periodo negativo e tornare a fare punti in campionato. Forse ora abbiamo un'eccessiva preoccupazione nel fare errori, ma dobbiamo giocare con più scioltezza e meno preoccupazioni. Se torniamo a giocare come sappiamo non ce n'è per nessuno. Anche se la Roma è una squadra ancora più complicata da affrontare rispetto a Palermo e Inter, perché gioca in velocità e con fraseggi corti». Stretta marcatura per Francesco Totti anche se il vero duello sarà molto probabilmente tra Kakà e De Rossi. Spalletti si mostra comunque fiducioso: "I nostri avversari smaniano dalla voglia di ribaltare gli ultimi risultati negativi e possono colmare il ritardo dalla vetta della classifica. Noi, però, arriviamo all'appuntamento con il morale giusto e la possibilità di giocarci le nostre carte".

venerdì, novembre 10, 2006

Sentenza della Cassazione: "E' redattore soltanto il giornalista professionista".

Una redattrice professionista del “Messaggero”, G.V:, già pubblicista (dal 18 giugno 1990), iscritta d’ufficio nel Registro dei praticanti con effetto retroattivo, è stata licenziata in seguito ad una sentenza della Corte di Cassazione che nega valore alle decisioni della Corte d’Appello di Pescara che le aveva riconosciuto un rapporto di dipendenza di natura giornalistica ai sensi del Contratto collettivo (“G. V. si recava tutti i giorni nella redazione del Messaggero in Pescara, partecipava alle riunioni di redazione, espletava i compiti che le venivano assegnati dal caposervizio, si tratteneva sul posto di lavoro fino a sera tardi; l'attività da svolgere era concordata con lei sia settimanalmente che quotidianamente, anche in base alla presenza degli altri collaboratori; G.V. si occupava in prevalenza di spettacolo; quando, nel 1992, erano stati introdotti in redazione i computers, ella utilizzava la password di altri redattori, non essendole stata assegnata una propria”).
Alla giornalista spetta soltanto il pagamento delle retribuzioni per le prestazioni professionali espletate (art. 2126 Cc). La Corte d’Appello dell’Aquila (in riforma della decisione del Tribunale di Pescara del 29 settembre 2000/2 gennaio 2001) aveva precisato che, proprio in forza dell'iscrizione nell'elenco dei giornalisti pubblicisti, doveva essere affermata la legittimità del rapporto instaurato, con la conseguente illegittimità del recesso intimato a G.V.. Lo stesso giudice aveva escluso infatti che vi fosse stata una risoluzione consensuale del rapporto, ed ha poi determinato le differenze retributive spettanti alla V., prendendo a parametro il compenso stabilito per i giornalisti praticanti nel contratto collettivo di categoria, ordinando alla società di reintegrare l'appellante nel posto di lavoro "con la qualifica di giornalista professionista da intendersi conseguita dalla data del superamento dell'esame".

ARCHITETTURA E CURIOSITA'

Il Water Cube di Pechino ospiterà le olimpiadi del 2008 di nuoto. Il nuovo impianto natatorio sorgerà a pochi passi dallo stadio progettato da Herzog & de Meuron, all’interno del Beijing Olympic Green e farà da splendida scenografia alle gare che vedranno i grandi nomi del nuoto confrontarsi tra di loro. Secondo la rivista Popular Science il water cube è una delle 100 invenzioni del 2006 che hanno migliorato la nostra vita.

Il progetto è stato battezzato “Watercube” in virtù della straniante geometria che lo contraddistingue: bolle d’acqua fantasticamente cristallizzate in una imponente forma rettangolare. L'incredibile edificio coprirà una superficie di 70 mila metri quadri, conterrà 5 piscine e ospiterà circa 17 mila spettatori. Dal punto di vista architettonico la caratteristica più interessante è che l'intero "palazzo" sarà rivestito da un particolare involucro di Teflon che catturando l’energia solare permetterà un considerevole risparmio energetico.

giovedì, novembre 09, 2006

ESTERI: USA, ELEZIONI DI META' MANDATO

Doppia vittoria per i democratici: dopo la camera, il partito dell'asinello conquista anche il senato aggiudicandosi il decisivo cinquantunesimo seggio della Virginia (che sarà assegnato a James Webb). Per Bush inizia ora una fase difficile: che tipo di linea politica adotterà visto che non ha piu' la leadership dalla sua parte. Per il presidente della Casa Bianca è la prima sconfitta dopo sette anni di presidenza, il primo segno di un'America che vuole voltare pagina.
Si ridisegna così con queste elezioni di medio termine l'assetto politico di molti stati: dopo una parentesi di dieci anni i democratici tornano ad avere stati chiave come quello di New York, con Eliot Spitzer che va al posto del repubblicano George Pataki; e il Massachusetts, vinto da Deval Patrick (il secondo afroamericano ad essere eletto governatore nella storia degli Usa), che sostituirà il repubblicano Mitt Romney. Seguono l'Ohio, l'Arkansas e il Colorado, tre stati tradizionalmente, o almeno recentemente, repubblicani, oltre al Maryland. L'onore dei repubblicani viene salvato dall'ex attore di origine austriaca Arnold Schwarzenegger, rieletto trionfalmente in California; da Charlie Crist in Florida (che sostituirà Jeb Bush, il fratello del presidente George W. Bush); e da Rick Perry in Texas, che aveva sostituito il presidente Bush una volta che questi era arrivato alla Casa Bianca.

Delineato il nuovo "assetto territoriale" Bush si trova ora a dover affrontare tre questioni: la prima è l'ammettere la sconfitta. Il presidente si difinisce direttamente "responsabile della sconfitta", nel momento in cui "gli americani vogliono che ci muoviamo in una nuova direzione". La seconda questione riguarda la guerra in Iraq, una guerra scatenata senza ragione e senza diritto. La terza questione, come scrive Ezio Mauro, " è semplicemente la fine dell'ultima ideologia superstite dopo la chiusura del Novecento, o meglio della prima ideologia che è stata calata sul nuovo secolo. È la nuova etica selettiva della destra americana che pretende di incarnare i valori di un cristianismo fondamentalista - meno il rifiuto della guerra - fino al punto da farsi spada, trasformando ovunque e per tutti quei valori in politica: assegnando così agli Usa un ruolo tutto ideologico e addirittura metafisico di ri-ordinatore del mondo, prima del diritto, degli organismi internazionali di garanzia, del concetto stesso di Occidente".

mercoledì, novembre 08, 2006

USA, L'AVANZATA DEI DEMOCRATICI


Bush comincia a perdere colpi. Forse i primi segni del crollo della larga fiducia che lo avevo portato per la seconda volta consecutiva a sedere al tavolo della casa Bianca come presidente. E così in un clima di grandi elezioni ecco i primi risultati: la camera passa sotto il controllo dei democratici che hanno ottenuto 227 seggi contro i 194 dei repubblicani (14 seggi sono ancora però da decidere). Appesa ad un filo la situazione del Senato doveno restano da assegnare Virginia e Montana, mentre il Missouri, che sembrava in mano ai repubblicani, è andato ai democratici. I repubblicani hanno perso quindi quattro seggi (Pennsylvania, Rhode Island, Missouri e Ohio). Inoltre a scrutinio quasi concluso i democratici sono in vantaggio sia Virginia che in Montana. Il Connecticut è andato al senatore Lieberman, che si presentava da indipendente dopo aver perso le primarie democratiche. Anche nel Vermont ha vinto un candidato indipendente (Sanders). Ambedue avevano dichiarato già prima del voto che in ogni caso avrebbero fatto parte del gruppo democratico.
Quando e Dove finisce la libertà di Internet.....
Non ci crederete mai Internet, la grande rete del web, in alcuni stati è stato severamente vietato o meglio è un vero e proprio reato.
Corea del Nord, Arabia Saudita e Cina. Ma anche Cuba, Tunisia e, per la prima volta, Egitto sono i Paesi "nemici di Internet", che insieme a Bielorussia, Birmania, Iran, Siria, Turkmenistan, Uzbekistan e Vietnam fanno parte di una speciale classifica stilata dall'associazione Reporters Senza Frontiere. Paesi in cui ci si può trovare in prigione da un giorno all'altro per aver scritto sul proprio blog o su un sito internet opinioni contrarie al regime. Secondo le ultime stime, nel mondo oltre sessanta cyber-dissidenti (52 solo in Cina, quattro in Vietnam, tre in Siria, e uno in Iran) sono tuttora in carcere per aver fatto circolare online opinioni considerate inaccettabili dai governi locali. Così, per attirare l'attenzione nei confronti di un problema sempre più grande, l'associazione ha indetto una protesta online di ventiquattrore.
In Egitto tre bloggers sono stati arrestati quest'anno per essersi schierati a favore di riforme democratiche.

giovedì, novembre 02, 2006

Gli italiani e i mass media nello scenario europeo

“Diete mediatiche”: dall’ultimo rapporto Censis/Ucsi sulla comunicazione, promosso da H3g, Mediaset, Mondadori, Ordine dei giornalisti, Rai e Telecom Italia, nella classifica dei mass media più utilizzati dagli italiani c’è il cellulare. Al secondo posto Internet, seguito da televisione, libri ed mp3.
Ma il dato più interessante che è emrso da questi studi è il rapporto italiani-televisione. Mentre in Europa il modello televisivo delle tecnologie digitali si sta diffondendo velocemente, In Italia invece si preferisce anocora la vecchia e cara tv analogica. Nel nostro paese il 72% della popolazione guarda programmi della televisione tradizionale, contro il 65% della Spagna e della Francia, del 50% della Germania e del, minimo, 31% della Gran Bretagna. Dunque In Italia non decolla la tv digitale e solo tre italiani su sette si sentono attratti dalle partite di calcio 'criptate' o da serial e film in anteprima, ma a pagamento. Per quanto riguarda la tv satellitare passa dall'11,9 al 16,7 per cento, quella digitale terrestre si attesta da zero al 6,6 per cento e quella web al 2,4 per cento.

ps: maggiori info e approfondimenti http://www.censis.it